L’impegno di Villa Perla Service nel far rete e costruire servizi da e per il territorio non va in vacanza, nemmeno d’estate. Al contrario, è proprio l’estate il periodo in cui la cooperativa si riunisce per parlare del futuro e sviluppare nuovi progetti: idee concrete, visioni condivise, che mettano al centro il lavoratore più debole e il suo prezioso impegno per la società. Nasce da questo obiettivo il Progetto Soci di Villa Perla Service: un’iniziativa che ha il lodevole intento di mantenere attiva l’ex sede della cooperativa di via Redoano, trasformandola in un nucleo di servizi per i soci ma anche per il quartiere. Ne parliamo con Eliana Pastorino, membro del CdA di Villa Perla Service e referente del progetto.

Perché il Progetto Soci? In cosa consiste e perché è importante per Villa Perla Service?

“Il Progetto Soci ha lo scopo di concretizzare quella che per Villa Perla Service è una mission fondamentale, da sempre: recepire al meglio le esigenze dei suoi soci lavoratori. Occupandoci di inclusione di soggetti fragili, abbiamo tra i nostri soci anche persone con invalidità e altre problematiche che influiscono sul loro inserimento lavorativo. Questo è un obiettivo che abbiamo da sempre: il CdA ha voluto riprendere con forza l’argomento, in concomitanza con il trasferimento degli uffici amministrativi di Villa Perla Service da Via Redoano al BIC. Essendosi liberati i locali di Sestri Ponente, nostra sede storica, abbiamo pensato di non abbandonarli ma tenerli aperti, riorganizzarli e stabilire qui alcuni servizi per i soci e non solo”.

Quali sono le consapevolezze e le problematiche da cui parte il progetto?

“In Villa Perla Service abbiamo un nucleo di soci storici, presenti già dal ’94, e un gruppo di soci con un rapporto più recente con la cooperativa: il primo punto su cui abbiamo lavorato nell’ambito del progetto è stato quindi trasmettere in modo agile ai nuovi arrivati i valori fondanti di Villa Perla Service. Questo il primo step che, come CdA, proporremo alla Consulta Soci. Ma come trasmettere i valori storici della cooperativa? Abbiamo pensato ad alcuni video che possano riassumere e trasmettere loro le attività e le origini della nostra realtà, nonché i nuovi obiettivi che vogliamo raggiungere. Veniamo poi al secondo punto. Oggi molti dei nostri soci si fanno domande sulla loro pensione: con che modalità? Con quale percentuale di invalidità? Abbiamo allora pensato di fare rete: abbiamo chiesto allo Spi Cgil se potevamo usufruire di una corsia preferenziale per essere seguiti da qualcuno che potesse fornirci il know-how e gli strumenti per aiutare i nostri soci più fragili a individuare le informazioni utili in ambito pensioni. Altro aspetto è quello dell’assistenza integrativa: Villa Perla Service fa parte di Mutua Ligure, una realtà che fornisce servizi di secondo livello. Anche in questo caso abbiamo chiesto a Mutua Ligure di supportarci con un canale di informazione ad hoc per rintracciare i servizi a cui accedere. E infine il terzo punto, che prende forma dalla consapevolezza che si vive anche di tempo libero: abbiamo pensato di collegarci al dopolavoro Ansaldo, il quale ha da tempo aperto le porte anche a nuclei che, pur costituendosi presso aziende diverse, possono accedere ai servizi che il loro potere contrattuale porta. Abbiamo verificato quindi la loro disponibilità e a settembre cercheremo di attivare la collaborazione. I servizi che potremmo far avere ai nostri soci con il dopolavoro potrebbero essere molto interessanti. Con il presidente di Villa Perla Service, Andrea Macario, stiamo riflettendo anche sulla possibilità per i nostri soci di rivalutare gratuitamente il valore della quota che hanno versato: ci sembra un impegno importante. Tutti i servizi descritti potrebbero facilmente essere localizzati in via Redoano: qui gli spazi disponibili consentirebbero di avere momenti dedicati al contatto con i soci ma anche una sede in cui, sperimentando i servizi già descritti, si può pensare in futuro alla costituzione di una cooperativa di tipo B in grado di offrire servizi di prossimità a pagamento e gratuiti dedicati agli abitanti del quartiere e alle loro esigenze. Tutte le cooperative di tipo B sono chiamate oggi a uno sforzo eccezionale ma necessario: fare rete e fornire servizi a chi non se li può permettere”.

Quali le tempistiche del Progetto Soci e i primi passi da muovere per realizzarlo?

“Il 19 luglio abbiamo parlato del progetto in assemblea con la Consulta Soci, per ricevere le loro osservazioni. Abbiamo poi attivato il rapporto col sindacato: verificheremo le tipologie di nostri soci a livello anagrafico e di condizione personale, proporremo loro di affidare i loro dati al sindacato tramite l’Inps per costruire percorsi di sostegno fattibili. A breve produrremo un video con Mutua Ligure per cominciare a fornire in modo diretto e semplice le informazioni ai soci e a settembre verranno attivati i rapporti con il Dopolavoro Ansaldo. Da settembre quindi, anche grazie a lavori di ristrutturazione e abbellimento dei locali, faremo sì che via Redoano diventi una sede viva e organizzata. Crediamo molto in questo progetto, perché oltre a fornire servizi è in grado anche di stimolare la socializzazione, oggi difficile da ritrovare a causa della pandemia. Vogliamo portare avanti Progetto Soci facendo quello che sappiamo fare meglio: fare rete dentro e fuori la cooperativa, fornire servizi, ascoltare il territorio e trovare soluzioni efficaci ai problemi della quotidianità”.

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