Continua il viaggio alla scoperta di Villa Perla Service e le sfaccettature delle sue molteplici attività. Tra ristorazione, cura del verde e global service, la cooperativa in 25 anni non ha mai distolto lo sguardo dall’obiettivo principale del sul operato: l’inclusione socio-lavorativa dei soggetti appartenenti alle fasce più deboli della società all’interno del personale.

Valori imprescindibili che nel tempo hanno arricchito Villa Perla Service di innumerevoli storie di opportunità e riscatto sociale da parte di tante persone. Con Martina Mariani, responsabile degli inserimenti lavorativi di Villa Perla Service, raccontiamo le attività in ottica di inclusione socio-lavorativa delle persone fragili all’interno cooperativa, l’importanza di tale servizio, i settori di inserimento e i progetti per il futuro.

Parliamo di cooperative sociali e del loro ruolo all’interno della società: perché sono così importanti? Quale responsabilità hanno nei confronti della cittadinanza?

«Le cooperative sociali svolgono un ruolo fondamentale per quanto riguarda i servizi alla persona. In particolare le cooperative sociali di tipo B, di cui fa parte Villa Perla Service, sono essenziali per gli inserimenti lavorativi di persone appartenenti alle fasce fragili della società. Inoltre una cooperativa di tipo B può coniugare l’efficienza tipica di un’azienda con un aspetto più “solidaristico”. Da quando è stata emanata la legge 381 del 1991, che ha diviso di fatto le cooperative in “tipo A” e “tipo B”, si è iniziato a parlare del mondo cooperativo come un mondo che si occupava dell’inserimento lavorativo di persone con particolari fragilità ma in realtà la cooperazione sociale nasce con l’esigenza di dare una risposta ai bisogni della società. Ovviamente la legge 381 oggi ha vent’anni ed è nata in un periodo storico totalmente diverso rispetto a quello che viviamo nel 2021: le tipologie di fragilità negli anni si sono allargate e differenziate, ciononostante non è facile oggi mettere mano a una legge rimasta un caposaldo su cui si basano principi fondanti della nostra cooperazione».

Villa Perla Service si colloca all’interno delle cooperative sociali di tipo B, che hanno come fine ultimo l’inclusione socio-lavorativa dei cittadini appartenenti alle fasce più deboli della società. Un obiettivo che viene portato avanti da 25 anni: quali sono i valori a cui occorre ispirarsi e come si riesce a trasformarli in azioni concrete?

«I nostri valori si basano in primis sul lavoro. Crediamo fermamente che il lavoro sia, oltre che un diritto, un’opportunità di riconquista di un ruolo sociale e individuale, di identificazione della persona. Quando parliamo di fasce deboli, lavorare significa riuscire a rendere noto agli altri e a sé stessi un proprio ruolo nella società. È in fondo questo ciò di cui si occupano le cooperative sociali di tipo B: danno un’opportunità alle persone più fragili di sviluppare un “io” interiore e di realizzarsi. Come riusciamo noi di Villa Perla Service a trasformare questi valori in azione? Tutto parte da una costruzione di reti con enti territoriali che si occupano di inserimento e inclusione socio-lavorativa: grazie alla collaborazione con Asl, Sert, Uepe, Ucil (Ufficio Coordinamento Inserimenti Lavorativi), Sild (Servizio Inserimenti Lavorativi Disabili), Centri per l’Impiego e Agenzie del Lavoro costruiamo progetti condivisi sulla persona. Si parte dalla presa in carico della persona da parte degli enti territoriali, per poi passare all’incontro con Villa Perla Service e alla creazione di un percorso di inserimento lavorativo all’interno della nostra cooperativa. I percorsi di inserimento lavorativo sono molteplici: possono essere percorsi di borse lavoro (oggi Percorsi finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione) oppure tirocini tramite il Centro per l’Impiego. Ogni percorso ovviamente sarà diverso a seconda della persona, adattato sulle sue abilità e potenzialità. Con nostra grande gioia, buona parte di questi percorsi all’interno della cooperativa si trasformano poi in vere e proprie assunzioni».

Quali sono i settori in cui vengono inserite queste persone? Quali gli obiettivi e le soddisfazioni più grandi che condividiamo con loro?

«Abbiamo modo di inserire queste persone un po’ in tutti i settori della nostra cooperativa. In primis nella ristorazione, un contesto estremamente accogliente dove inseriamo molti soggetti: come ristorazione scolastica abbiamo in gestione 7 scuole dove veicoliamo i pasti. Ci occupiamo poi di ristorazione aziendale e in ultimo abbiamo il centro cottura presente al BIC, Business Innovation Center di Genova Campi, dove vengono preparati tutti i pasti per scuole, Rsa, aziende e self service. Qui non solo queste persone imparano a svolgere determinate mansioni, ma hanno anche la possibilità di entrare a far parte di una squadra, di un gruppo, costruendo una rete di relazioni forte e sana. Altri ambiti per gli inserimenti lavorativi sono quelli relativi alle pulizie nelle Rsa e negli uffici e alla cura del verde. Infine abbiamo gli ambiti di global service e portineria degli studi medici. In questo modo garantiamo inclusione sociale e lavorativa a persone con ogni tipologia di fragilità, partendo sempre e comunque dalle loro potenzialità».

Interessante e stimolante il fatto che queste persone, aiutate e inserite all’interno della cooperativa, sono in grado a loro volta di aiutare ed essere estremamente utili alla società. Questa è senza dubbio una grande soddisfazione…

«La soddisfazione più grande deve essere soprattutto della persona, che da soggetto “assistito” diventa parte attiva e integrante di un sistema produttivo, fautore di successi e realizzazioni. La soddisfazione comune è pensare di poter costruire insieme qualcosa di importante».

Parliamo anche di numeri, perché i valori di cui parlavamo nel tempo sono diventati i punti forti di Villa Perla Service. Se infatti per le cooperative sociali d tipo B è richiesta una percentuale minima del 30% di personale proveniente dalle fasce più deboli, oggi la cooperativa riesce a superare addirittura il 60%. Qual è il valore aggiunto di questi risultati, a parte il puro dato numerico?

«Attualmente i lavoratori di Villa Perla Service che appartengono alle categorie citate dell’Articolo 4 della Legge 381 sono 109 su 266 dipendenti totali. La percentuale di persone provenienti dalle fasce più deboli è quindi molto al di sopra della soglia minima richiesta. Il valore aggiunto però non sono i numeri, bensì le persone. Noi di Villa Perla Service non abbiamo mai pensato di dover solo raggiungere questa famosa percentuale minima del 30% all’interno della cooperativa, al contrario pensiamo che sia più giusto partire da questa soglia per fare sempre meglio. Questi risultati li abbiamo raggiunti lentamente lungo tutti i 25 anni di storia: basti pensare che all’inizio la cooperativa è nata dall’unione di 6 soci, di cui 4 svantaggiati. La percentuale dunque era già alta dall’inizio».

Dopo un’iniziale battuta d’arresto degli inserimenti socio-lavorativi dovuta alla pandemia, a marzo 2020, gli inserimenti e le assunzioni sono ripartite…

«Ovviamente anche Villa Perla Service ha dovuto stoppare i nuovi inserimenti in azienda da marzo 2020 a causa del Covid. Da giugno 2020 però tutto è ripartito con rinnovato entusiasmo e abbiamo potuto continuare con le assunzioni anche grazie alle segnalazioni dei Centri per l’Impiego e degli uffici di inclusione sociale».

Quando si parla di inclusione socio-lavorativa non si può non parlare di Articolo 14, tramite il quale alle aziende è concessa l’opportunità di assumere il lavoratore svantaggiato tramite cooperative sociali di tipo B nei confronti delle quali l’impresa si impegna ad affidare commesse di lavoro, in modo da coprire il costo dei lavoratori inseriti e i rispettivi costi di produzione. Facile a dirsi, difficile a farsi, eppure Villa Perla Service sembra riuscirci con grandi risultati…

«La convenzione Articolo 14 è senza dubbio uno strumento molto utile e interessante per mettere in rete il mondo della cooperazione con le aziende. La cooperativa di tipo B si impegna in questo modo ad assumere del personale disabile e in cambio l’impresa affida loro una commessa, garantendo opportunità di lavoro associata all’opportunità di ampliare i propri servizi. Come Villa Perla Service abbiamo attive diverse convenzioni Articolo 14, sia sul genovese che sul savonese. Su Genova abbiamo attive 4 convenzioni, mentre su Savona e Val Bormida sono attive 7 convenzioni. Inoltre nel 2020 è stata emanata la nuova legge quadro sulle convenzioni Articolo 14: da allora la gestione delle convenzioni non è più delle vecchie province ma regionale. Ciò ha implicato alcuni cambiamenti, nel bene e nel male: se prima ogni provincia definiva la percentuale minima di invalidità della persona per poter rientrare all’interno della convenzione, con una percentuale minima su Savona del 46% e del 74% su Genova, ora la percentuale minima in Liguria è del 67%».

Uno sguardo al futuro: quali sono gli sviluppi possibili per la Cooperativa in termini di inclusione socio-lavorativa? Quali i progetti in cantiere?

«In questo periodo stiamo sviluppando numerosi progetti sociali e non solo, partecipando a diversi bandi regionali. Un esempio? Recentemente abbiamo vinto un bando di Fondazione Carige sul portierato sociale e abbiamo quindi avviato il progetto in Piazza Don Gallo a Genova. Abbiamo inoltre vinto un bando insieme a Coopsse, cooperativa che si occupa di giovani, per la riqualificazione dei sentieri della Valpolcevera. Un’atra idea che abbiamo in cantiere è la costruzione di un laboratorio gastronomico nel vecchio centro cottura di Villa Perla Service, uno spazio rimasto inutilizzato dall’avvento del Covid. Questo progetto favorirebbe tra l’altro l’inserimento lavorativo di nuove persone all’interno della cooperativa. Dopo lo stop di alcuni mesi causato dall’arrivo del Covid, anche Villa Perla Service è ripartita e siamo pronti a riprendere in mano tutti i nuovi progetti lasciati in sospeso».

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